Un sincero grazie ad Enrico

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da Avatar Laura Conti 8 mesi, 2 settimane fa.

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  • #826
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    albertobenassa
    Partecipante

    Buongiorno a Tutte/i. Ho appreso questa mattina delle dimissioni di Enrico dalle RSU. È una notizia che non giunge inattesa, ci aveva avvisato e per questo non possiamo esserne sorpresi. Al di là delle diversità di “visione sindacale”, scrivo qui per ringraziarlo per il suo impegno in questi anni , in cui è riuscito, insieme ad altre/i, a ripristinare un po’ di fiducia nelle Rappresentanze Sindacali Unitarie da parte del Personale. E voglio dire che apprezzo molto il modo in cui si è espresso nella sua comunicazione, laddove: dice “… a favore di processi partecipativi e contro le logiche di delega purtroppo dominanti”. So quanto sia stressante impegnarsi assiduamente come lui ha fatto nel lavoro sindacale, per cui spero, caro Enrico, che tu possa un po’ tirare il fiato . Un abbraccio a Regina, alla quale auguro di cuore buon lavoro.
    Alberto Benassa

    #827
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    Giuseppe David
    Partecipante

    Non posso che associarmi anch’io ai ringraziamenti. In questi anni, con Enrico, abbiamo cercato di aprire la casa sindacale al pta, ma anche alla comunità universitaria tutta. E’ un cammino forse ancora lungo, ma sono certo che il suo contributo, anche se in altre forme non verrà a mancare.

    Un saluto anche a Regina con cui sono certo di poter lavorare bene.
    Ciao,
    Giuseppe.

    #829
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    Enrico Fornoni
    Partecipante

    Ti ringrazio a mia volta, Alberto.

    Mi sembra utile cogliere questa occasione per qualche considerazione.

    Io mi son fatto una regola di confrontarmi con tutti sul merito delle questioni, evitando ogni strumentalità, nel doppio senso: di non prendere posizioni strumentali da parte mia, ma anche di fare il possibile per non cadere in discussioni mistificate alla base, quando hanno come presupposto posizioni strumentali assunte da altri.

    Questa è la mia visione dal punto di vista del metodo.
    E così mi viene da chiedermi dove stia la diversità delle nostre “visioni sindacali”.
    Spesso mi sono trovato d’accordo con te; qualche volta no. Ma da parte mia non saprei indicare una diversità di visione di fondo.

    Mi chiedo se tu non ti riferisca alla mia iscrizione alla CGIL, ed allora ne approfitto per dire 2 parole su questo.
    In CGIL mi sento spesso considerato un eretico.
    Fuori dalla CGIL mi succede qualche volta o spesso di essere appiattito sulla mia appartenenza CGIL, quasi fossi uomo d’apparato o comunque portatore di logiche che io non condivido e contro cui in CGIL cerco di andare, quando è necessario, anche pagando qualche prezzo …

    Non la più comoda delle posizioni la mia … e tuttavia forse non ne saprei occupare altre, volendo sempre stare sul merito delle questioni, rifiutando logiche di schieramento di altro tipo. E continuando a ritenere che un sindacato serva e che quello che è stato di Di Vittorio e di Trentin (e di molti altri/e compagni/e mai diventati famosi ma che nondimeno hanno portato avanti con dedizione i valori della solidarietà e della giustizia sociale … di qualcuno potrei fare i nomi, ma sarebbe inutile non essendo famosi …), continuando a ritenere, dicevo, che questo sindacato possa essere ancor oggi un luogo per un’azione sindacale seria ed onesta, nonostante i tanti limiti e le molte fatiche aggiuntive che ne derivano.

    Di fatto, con tutte le contraddizioni del caso, è dal comitato iscritte/i CGIL di unibs che sono venuti molti degli impulsi per quel cambio di rotta per cui anche tu esprimi apprezzamento. Certo: bisognava volerlo fare e lavorare duro; noi l’abbiamo voluto e l’abbiamo fatto.
    Del resto io non conosco organizzazioni perfette. Ma questo non dev’essere certo un alibi per farsi andar bene quello che bene non può andare … e mi pare di averne dato prova …
    Ma mi fermo qui!

    Mi auguri, caro Alberto, di tirare un po’ il fiato. Grazie di nuovo. Ne ho bisogno. E so che il tuo augurio è assolutamente sincero.
    Ma permettimi di fare un piccolo/grande slittamento dal piano umano a quello politico.
    Io spero davvero di trovare un diverso respiro, e con quello di riuscire a portare ancora dei contributi per il molto lavoro che a mio avviso bisogna fare.
    Ma mi auguro soprattutto che un diverso respiro lo sappiamo trovare collettivamente, come lavoratori e lavoratrici unibs, magari in dialogo anche con studenti e docenti, perché no?

    Ed in fondo, alla fin fine, e di nuovo, è quest’ultimo il punto per me davvero centrale.
    Ma forse provare a fare un po’ di chiarezza anche sul ruolo della CGIL non é secondario per trovare un nuovo respiro collettivo. Per questo mi è venuto di parlarne.
    Cari saluti e grazie a chi è arrivato a leggere fin qui. A presto. Enrico

    #838
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    Laura Conti
    Partecipante

    Enrico, ho il piacere di esprimerti, come ho già fatto in altre circostanze, la stima che provo nei tuoi confronti.
    In questi anni hai dimostrato di essere una persona corretta e generosa, e per questo posso dire di essermi sentita “rappresentata”.
    Grazie a te e benvenuta a Regina!

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