COMUNICATO RSU N. 5 – 28 APRILE 2016

Concordato con gli RLS, riguardando materie relative a salute e sicurezza

Facendo seguito all’Assemblea dello scorso 5 aprile, torniamo sul tema dei lavoratori videoterminalisti per un veloce inquadramento e soprattutto per dare le indicazioni operative sollecitate da molti.

Come chiaramente illustrato anche nello specifico modulo della formazione online dello scorso anno: “Videoterminalista” è ogni Lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per almeno 20 ore settimanali. (Definizione ripresa pari pari da una slide del corso.)

Possiamo aggiungere un semplice esempio ai fini di chiarire il concetto di abitualità:
– se un magazziniere di regola movimenta le merci col muletto, ma per un paio di settimane all’anno gli viene dato in mano un portatile per partecipare all’inventario, non sarà videoterminalista neppure se per quelle 2 settimane lavora davanti ad uno schermo per 30 ore; manca appunto il requisito dell’abitualità;
– al contrario, se un impiegato di regola disbriga pratiche al computer per almeno 20 ore medie settimanali, ma per un paio di settimane all’anno va in archivio a sistemare i faldoni cartacei di quelle stesse pratiche, l’abitualità non verrà per questo meno; rientra quindi nella definizione di videoterminalista.

Facsimile istanza lavoratore Videoterminalista

Passando alle indicazioni operative:

  • Sollecitiamo ciascun lavoratore e ciascuna lavoratrice a fare una serena e responsabile valutazione della propria situazione lavorativa.
    Il nostro obbiettivo non è altro che quello di arrivare ad una realistica valutazione del rischio, a nostro avviso al momento ancora tutta da realizzare.
  • Invitiamo anche ad un confronto all’interno degli uffici tra colleghi/e che svolgono le stesse mansioni o mansioni analoghe (prestando ovviamente la dovuta attenzione ai diversi regimi di orario, considerato che la norma fissa una soglia oraria settimanale per l’identificazione dei lavoratori “videoterminalisti”).
  • E’ evidente che la richiesta di una tutela prevista dalla legge può essere avanzata in qualsiasi momento.
    E’ tuttavia altrettanto evidente che – ai fini di una più efficace gestione sul piano sindacale – la cosa migliore è che le lavoratrici ed i lavoratori interessati provvedano sollecitamente nei termini che di seguito indichiamo.
  • In allegato forniamo il facsimile di un’istanza individuale.
    L’istanza va inviata in forma cartacea al protocollo.
    Raccomandiamo di farne poi pervenire copia elettronica – via mail – ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ed alla RSU, destinatari non gestiti dal protocollo.
  • RLS ed RSU sono a disposizione per ogni chiarimento che risultasse necessario lungo tutto l’iter della pratica.
  • Per l’individuazione del proprio medico competente rinviamo a questa pagina del sito:
    http://www.unibs.it/servizi/servizi-tutti/prevenzione-e-protezione/medico-competente
  • I colleghi e le colleghe che lavorano presso l’Ospedale Civile e che intendano presentare l’istanza, possono omettere fra i destinatari il Medico Competente.
  • Qui invece potete trovare l’elenco dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: http://www.unibs.it/servizi/servizi-il-personale-tecnico-amministrativo/rls

Un commento su “COMUNICATO RSU N. 5 – 28 APRILE 2016”

  1. Buongiorno, senza alcun desiderio di polemizzare, ma solo per contribuire ad un percorso in atto che, anche se non mi riguarda direttamente, trovo molto positivo, vorrei fare alcune precisazioni rispetto alla definizione di videoterminalista, poiché mi sembra che così come l’avete presentata in assemblea e così come la vedo nel comunicato, sia incompleta.
    In particolare, come si evince dall’art. 175 c.3, dalle venti ore vanno detratti 150′ (2h30′) di riposo obbligatorio. Inoltre al comma 6 dello stesso articolo si dice:
    “6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro.”
    Inoltre, ai fini della sorveglianza sanitaria l’articolo 176 prevede anche i “rischi per l’apparato muscolo-scheletrico”. Mi domando se questo non voglia significare che anche la postura rientri a pieno titolo fra le caratteristiche che concorrono a definire il ruolo di videoterminalista.
    Riporto qui sotto il testo degli articoli del D. Lgs. 81/2008 al riguardo e quelli in essi richiamati.
    Cordiali saluti e buon lavoro, Alberto Benassa.

    TITOLO VII – ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI
    Articolo 173 – Definizioni
    1. Ai fini del presente decreto legislativo si intende per:
    a) videoterminale: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato;
    b) posto di lavoro: l’insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono, il modem, la
    stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante;
    c) lavoratore: il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’articolo 175.
    Articolo 175 – Svolgimento quotidiano del lavoro
    1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività.
    2. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale.
    3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.
    4. Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessità.
    5. È comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all’inizio ed al termine dell’orario di lavoro.
    6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro.
    7. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell’orario di lavoro e, come tale, non è riassorbibile all’interno di accordi che prevedono la riduzione dell’orario complessivo di lavoro.
    Articolo 176 – Sorveglianza sanitaria
    1. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, con particolare riferimento:
    a) ai rischi per la vista e per gli occhi;
    b) ai rischi per l’apparato muscolo-scheletrico.
    2. Sulla base delle risultanze degli accertamenti di cui al comma 1 i lavoratori vengono classificati ai sensi dell’articolo 41, comma 6.
    3. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la periodicità delle visite di controllo è biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età; quinquennale negli altri casi.
    4. Per i casi di inidoneità temporanea il medico competente stabilisce il termine per la successiva visita di idoneità.
    5. Il lavoratore è sottoposto a visita di controllo per i rischi di cui al comma 1 a sua richiesta, secondo le modalità previste all’articolo 41, comma 2, lettera c).
    6. Il datore di lavoro fornisce a sue spese ai lavoratori i dispositivi speciali di correzione visiva, in funzione dell’attività svolta, quando l’esito delle visite di cui ai commi 1, 3 e 4 ne evidenzi la necessità e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione.

    Articolo 177 – Informazione e formazione
    1. In ottemperanza a quanto previsto in via generale dall’articolo 18, comma 1, lettera l), il datore di lavoro:
    a) fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda:
    1) le misure applicabili al posto di lavoro, in base all’analisi dello stesso di cui all’articolo 174;
    2) le modalità di svolgimento dell’attività;
    3) la protezione degli occhi e della vista;
    b) assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare in ordine a quanto indicato al comma 1, lettera a).

    Articolo 41 – Sorveglianza sanitaria
    1. La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente:
    a) nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva di cui all’articolo 6;
    b) qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi.
    2. La sorveglianza sanitaria comprende:
    a) visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica;
    b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l’anno. Tale periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. L’organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitaria differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente;
    c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica;
    d) visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l’idoneità alla mansione specifica;
    e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente.
    e-bis) visita medica preventiva in fase preassuntiva;
    e-ter) visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione.
    2-bis. Le visite mediche preventive possono essere svolte in fase preassuntiva, su scelta del datore di lavoro, dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle ASL. La scelta dei dipartimenti di prevenzione non è incompatibile con le disposizioni dell’articolo 39, comma 3.

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